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Il Giardino Arese Borromeo

Il Giardino Arese Borromeo

Il Giardino Arese Borromeo si estende su di un’area di circa 10 ettari ed è arricchito con statue, geometrie di siepi, fontane, roseti e numerose essenze arboree.

Durata del percorso: 01:00

La visita al Giardino è supportata da un pannello con QR code che dà accesso ad un sistema di audioguida fruibile dal proprio smartphone che vi permetterà di ascoltare alcuni approfondimenti.

Il Giardino Arese Borromeo si estende su di un’area di circa 10 ettari ed è arricchito con statue, geometrie di siepi, fontane, roseti e numerose essenze arboree.

Tappe del percorso

1 Il Giardino Arese Borromeo

Per cogliere concezione e senso del giardino di Palazzo Borromeo Arese non basta esplorarlo, ma occorre identificare i rapporti, ereditati dal glorioso passato, tra aree verdi, architetture e sculture, come oggi si presentano dopo i restauri dell’ultimo decennio del Novecento, che ne hanno valorizzato storia e qualità paesistica. L’ampiezza di quasi dieci ettari e la forma di rettangolo allungato sono, invece, fortunatamente rimaste, così come il muro in ciottoli e mattoni di fiume.
Complemento inscindibile dal Palazzo, di cui esalta sobrietà ed eleganza intessendo un sottile e colto dialogo, il giardino è oggi realtà aperta al pubblico che può ritrovare il carattere di luogo ove si è cercato di fondere in unità il vivere in villa e il contemplare la natura.

Qui, passeggiando tra i vialetti di carpini e di cedri, si gode di una piacevole frescura e penombra che le essenze arboree presenti offrono al visitatore. Fanno da sottobosco ai maestosi tigli, querce e ippocastani anche alcuni esemplari di acero di monte (Acer pseudoplatanus) e acero campestre (Acer campestris) cresciuti naturalmente nel parco.

Seleziona nell’audioguida le voci “Acero”, “Cedro”, “Pioppo”, “Tiglio” e Tasso” per approfondire le principali essenze arboree del giardino.

La zona all’italiana del giardino, invece, in tarda primavera è un tripudio di colori grazie alla fioritura dei roseti, che diventano uno sfondo perfetto per uno scatto fotografico o per una passeggiata romantica.

Seleziona nell’audioguida le voci “Statue” e “roseti” per approfondire il giardino all’italiana.

L’ideazione complessiva del giardino è attribuita a Francesco Maria Castelli da Castel San Pietro, uomo di fiducia della famiglia Borromeo, cui si devono anche il “Tempietto del Fauno”, il “Serraglio dei cervi”, il “Padiglione degli uccelli” e la “Fontana del Mascherone”.

Per approfondire il “Tempietto del Fauno” e il “Padiglione degli uccelli” potete nuovamente utilizzare i contenuti della nostra audioguida.

Nella seconda metà del Seicento Carlo IV Borromeo Arese realizzò la “Roggia Borromea”, che alimentava il prato irriguo e un mulino e costituiva un’importante opera idraulica per gestire i giochi d’acqua. Realizzò anche la raffinata fontana a gradoni di gusto romano decorata da due sculture di cammelli in cesta e conclusa da un bacino in cui l’acqua si raccoglie per filtrare sottoterra, fino ad una grande peschiera antistante detta “Vasca dei pesci rossi”. Qui facevano bella mostra un tempo sculture marine ora scomparse, opera dello scultore Giovan Battista Rainaldi.
Sensibile al modello francese di giardino divenuto di moda e alle sue lunghe prospettive assiali, Carlo IV Borromeo Arese introdusse anche un viale di carpini che giungeva fino al bosco, e disseminò edicole e tempietti nei punti di arrivo o partenza dei viali.
Il complesso, confiscato da parte del governo lombardo-veneto nel XIX sec., subì danni gravi nel suo assetto e nell’eliminazione di componenti di prestigio, quali i giochi d’acqua, le cui condutture in piombo furono utilizzate per motivi bellici, deturpando per sempre il volto del giardino cesanese.

Dove si trova

Giardino Arese Borromeo

Ultimo aggiornamento: 23-04-2025 12:04

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